Come mangiare arance per abbassare la glicemia: ecco il metodo

Glicemia e arance è un connubio corretto? Spesso e volentieri, per abbassare i livelli di glicemia, si consiglia di non consumare la frutta o meglio farlo ma in quantità limitate. In un contesto di questo tipo, un esperto nutrizionista o il medico di base potrà valutare la propria condizione personale

consigliando come muoversi e cosa fare nello specifico. In generale, proviamo a vedere insieme come si mangiano le arance per abbassare la glicemia, con l’aiuto dei nutrizionisti. Si può fare oppure no? Scopriamolo insieme di seguito, per non rinunciare alla Vitamina C e alla bontà succosa degli agrumi, in ogni periodo dell’anno.

Le arance per abbassare la glicemia

Dolci e buonissime, le arance rappresentano gli agrumi tra i più buoni in assoluto. È però lecito chiedersi se si possano consumare in caso di glicemia alta. I livelli di zucchero stabili sono spesso una sfida e numerosi studi hanno indicato che sia determinante trovare la soluzione adatta a seconda

della propria situazione personale. Dal un punto di vista nutrizionale, evidenziano gli esperti, le arance contengono un buon apporto di vitamine ma anche di zuccheri assimilabili dall’organismo facilmente. Un frutto da 100 grammi ha un apporto di 9,3 grammi di zucchero (fonte SmartFood.ieo). Il dubbio è quindi lecito e del tutto normale.

Come mangiare le arance e abbassare la glicemia

I nutrizionisti evidenziano che le arance hanno un indice glicemico basso. Gli zuccheri contenuti non fanno alzare i livelli di glicemia, se ovviamente consumate nella maniera corretta e in quantità limitate. Le arance contengono un buon apporto di fibre naturali e solubili, come la pectina che rallenta l’assorbimento degli zuccheri

  • sono quindi ottime da integrare alla dieta
  • se mangiate in quantità ridotte non alzano la glicemia
  • non bisogna esagerare.

Chi ha la glicemia alta può mangiare le arance oppure no? Secondo gli esperti, in generale, si possono consumare due arance al giorno. Ovviamente le tipologie possono cambiare e hanno un contenuto di zucchero differente da non sottovalutare. Quindi le sanguinelle hanno un quantitativo di zucchero superiore, mentre il tipo tarocco si aggira sui 15 grammi.

Ma non è tutto, infatti anche gli abbinamenti possono fare la differenza. Sarebbe preferibile consumarle in insalata o con delle verdure, non da sole come snack di metà giornata. In alternativa, sono ottime con la frutta fresca e in spremuta. In ogni caso, come già evidenziato, rivolgersi sempre a un nutrizionista per valutare insieme le quantità e se è sia possibile integrarle alla dieta.

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